Girare per New York

Agosto 13, 2008

Premessa: questo post e’ stato scritto dopo 5 giorni di New York, ma lo metto qui perche’ secondo noi aiuta a capire meglio alcune parti dei post successivi.
Girare per questa citta’ e’ una cazzata, non ci si puo’ perdere e conoscendo l’indirizzo da raggiungere non serve nemmeno avere una cartina. Solo il faggio a quanto pare non ce la fa, ma siamo sicuri che il 99% della popolazione mondiale non avrebbe problemi.
La rete stradale e’ un reticolo ordinato e forma una griglia, le strade che vanno da est a ovest si chiamano street, quelle da nord a sud avenue, sono chiamate con numeri e quasi tutte sono a senso unico, tranne le avenue piu’ grandi..
Diventa quindi banale raggiungere per dire il nostro hotel, 273 38th st 8 ave (38esima strada, vicino all’incrocio con l’ottava avenue, al civico 273).
Detto questo, abbiamo scoperto una cosa che nessuna guida riporta, ovvero che nelle street c’e’ sempre caldo e nelle avenue soprattutto la sera c’e’ freddo. Siamo indecisi se segnalarlo o meno alla Lonely Planet.
Fin’ora non abbiamo mai preso la metro, quindi non abbiamo consigli da dare, se non che se dovete venire da queste parti, forse e’ meglio spendere qualcosa in piu’ per avere l’hotel in una zona vicina o in midtown, dove si puo’ girare a tutte le ore senza problemi, perche’ in alcune zone anche molto turistiche basta veramente sbagliare via e si finisce in mezzo a ceffi molto poco raccomandabili.
Per dire, noi giriamo sempre insieme, eppure per andare al ponte di brooklyn abbiamo fatto una deviazione a Chinatown e ci siamo trovati in una via semideserta, con gente che ti squadra e ti punta, e ti da’ l’impressione di seguirti. Decisamente meglio spendere 100 euro in piu’ ma non avere di questi problemi.
E se qualcuno prova a fermarti per strada, meglio tirare dritto con un “No thanks”.
C’e’ da dire comunque che la maggior parte dei newyorkesi sono persone molto cordiali e socievoli.
Altra cosa particolare che abbiamo notato e che le guide non riportano, e’ che ci sono zone dove tutti fanno le stesse cose. Ad esempio, in lower manhattan ci sono decine e decine di negozi di scarpe uno in fila all’altro, fai 1km ed entri in Chinatown, e trovi una via intera dove tutti tagliano i capelli, sali un po’ e ci sono solo centri estetici che fanno massaggi e trattamenti per le unghie, e cosi’ via.
Non e’ tutto cosi’, pero’ capita spesso di trovarsi in queste situazioni.
Per spostarsi, quando e’ possibile, consigliamo di farlo a piedi, la citta’ merita sicuramente di essere vista cosi’, si ha l’occasione di vedere angoli e persone decisamenti caratteristici. Per dirne alcuni, abbiamo incrociato un tipo a petto nudo con un pitone di 2-3 metri sulle spalle, una tizia strana che faceva ginnastica attaccandosi alle protezioni di una fontana, un ragazzo sui pattini che cantava al cellulare una canzone d’amore in falsetto, vari elementi con sguardi allucinati.
Poi vedere i vari palazzi, le vie tipiche, i classici tombini da cui esce il fumo, la gente indaffarata, e sentire i suoni della citta’, dalla gente che parla alle sirene dei pompieri al caos cittadino, sono cose che ti fanno conoscere sicuramente meglio New York che non vedendola dal taxi o dal pulman che fa il giro dell’isola.
I taxi costano poco e li abbiamo usati solo per tornare in hotel quando le nostre scorribande ci avevano portato troppo lontano e non avevamo la forza di tornare, ma la guida sportiva vale la pena assaporarla. Senza contare i tassisti, che devono avere un fegato cosi’ a forza di girare in mezzo a tutto questo casino.
Oltre al traffico, anche i pedoni sono molto indisciplinati.
Proprio oggi leggevo sul ny times che i pedoni investiti dalle auto sono in aumento vertiginoso perche’ distratti e scrivono mail con il cellulare mentre camminano (sono molto piu’ intelligenti di noi e non si mandano sms).
Una cosa che abbiamo subito imparato e’ che il newyorkese che si rispetti non attende il verde per attraversare, e ci siamo immediatamente adeguati.
Basta solo fare attenzione a una cosa: se la prima macchina della fila non e’ un taxi, attraversa tranquillo, se lo e’, aspetta il verde, perche’ questi partono a razzo.
E per ultimo la moda.
Se vuoi essere un tipo giusto, piu’ colori a caso indossi meglio sei, tanto nessuno ci fa caso o ti giudica strano, si vede veramente che la diceria che un newyorkese non si stupisce piu’ di nulla e’ proprio vera.
Un consiglio per gli uomini: a quanto pare va tanto il capello lungo con la coda racconta in una o due treccione (se vuoi essere street).
Per la donna, il reggiseno lascialo a casa, qui non lo porta nessuna.
C’e’ da dire che, sara’ per colpa del cibo, qui tutte hanno almeno la terza. Fai le tue valutazioni.
E sempre tu, donna, o hai il portafoglio bello gonfio, o il ragazzo bello ricco, perche’ fare shopping qui e’ una goduria, costa tutto meno che in italia, e i negozi che ci sono nella 5th avenue saranno sicuramente la tua meta, tutte le grandi marche sono li’ una a fianco all’altra. Diciamo che c’e’ qualche km di negozi che valgono la pena. Ragazzo avvisato.


La prima sera

Agosto 12, 2008

Arriviamo in hotel, che e’ un corridoio in ristrutturazione, subito pensavamo fosse addirittura chiuso.
Il tipo alla reception si scusa, dice che gli dispiace ma aveva dei lavori urgenti da fare, che internet non funziona (per questo gli aggiornamenti al momento sono piuttosto lenti), e intanto striscia la mia carta di credito nel caso cambiassimo idea, vabbe’.


La camera e’ un buco dove ci stanno appena i letti, ma tutto questo passa in secondo piano vista la posizione centrale, siamo a 3 minuti a piedi da Times Square e dall’Empire state building.
Messe giu’ le valigie si parte per vedere un po’ di New York.
Partiamo proprio da Times Square, non si puo’ definire bella, alla fine e’ una piazza piena di gente e di insegne al neon, ma vederla dal vivo, da’ l’impressione di essere in un film.


Giriamo un po’ a caso, senza una meta precisa, per iniziare ad ambientarci in quella che sara’ la nostra citta’ per i prossimi 6 giorni.
Arriviamo fino a Central Park, poi decidiamo di tornare sui nostri passi e andare a mangiare qualcosa.
Ripassando per Times Square vediamo che c’e’ un po’ troppa polizia, e appoggiati a un muro un fila di persone che viene perquisita, proprio come si vede in tv (il giorno dopo leggiamo su Metro che e’ stato arrestato un tipo per un omicidio: non male).


Ci infiliamo in un locale che e’ un via di mezzo tra una steak house e un mac, birra e hamburger (gigante), regalati alla modica cifra di 100$.. onesti.. e considerando che l’unico bagno agibile era al quarto piano e che noi eravamo stanchi morti, non e’ che siamo stati proprio contenti.
Altra birretta e hotel, e’ ora di dormire, in italia sono le 9.30, sono quasi 28 ore che siamo svegli, un po’ di riposo ci sta


Il viaggio (2)

Agosto 11, 2008

Sveglia alle 6 (GMT+1) per prendere l’autobus alle 7, treno alle 8.11, arrivo alla stazione centrale di Milano alle 9.40. Shuttle per Malpensa, arrivo in aeroporto per le 11.10, volo alle 14.55 con check-in 2 ore prima.
A tutte queste tappe siamo sempre arrivati con largo anticipo (non a caso l’8/08/08 e’ stata indetta la giornata mondiale dell’anticipo) per colpa di eicso, che ha messo una pressione costante per non arrivare tardi durante tutto il tragitto.
In treno poi il controllore ci ha fatto presente che era appunto l’8/08/08 e un signore distinto e’ saltato fuori con un “Se l’e’ par quela, ie’ anca le 8 de matina”. Un grande.
Sempre nel tratto verona-milano abbiamo conosciuto Andrea, un tipo simpatico che ci ha dato qualche dritta visto che a New York ci ha vissuto qualche mese.
Anche la polizia in aeroporto ci ha dato delle dritte, come pure dei signori che avevo seduti vicino in aereo per Londra.. cioe’ tutto il mondo a quanto pare c’e’ gia’ stato e non vede l’ora di darti consigli.
Arrivo a Heathrow alle 15.55 GMT, desiderosi di una bella cicca, ma un cartello che recita “Welcome to a smokefree England” ci fa capire che le cose non vanno come vorremmo.. cazzeggio di 3 ore e poi si parte per Newark con un aereo cesso che puzza di nafta in modo rivoltante.
Un plauso alla British Airway per le hostes.. dei cessi mondiali.
E uno anche al faggio, che si e’ addormentato ovunque: autobus, treno, ancora autobus, aereo per Londra (prima ancora di decollare), aereo per New York e taxi per arrivare da Newark all’hotel, e contando che il tassista congolese aveva una guida da formula 1, non si sa come abbia fatto.
L’hotel e’ una discreta schifezza, tutta la hall e’ un cantiere e la stanza misura 3.5m x 2, ma la posizione e’ super e per quello che restiamo in camera va piu’ che bene.
Riassumendo abbiamo messo la sveglia alle 5.58 e siamo arrivati in hotel alle 23 GMT -6 (4.30 ora italiana), senza mai dormire.
Mettiamo giu’ le valigie, e’ il momento di vedere un po’ com’e’ questa famosa new york .


Some pics

Agosto 10, 2008

Siamo bellamente in un bar colombiano a fare colazione con internet a disposizione, e approfittiamo per pubblicare qualche foto.

Sempre con l’intenzione di scrivere qualcosa non appena abbiamo un po’ di tempo, perche’ adesso l’empire state building ci sta aspettando.

See you soon


Il viaggio

Agosto 7, 2008

L’idea iniziale era di fare una settimana a Formentera io e il faggio.

Poi eicso si e’ intromesso, proponendo di fare 2 settimane a Londra, e trovare il giusto connubio tra cazzeggio e utilita’ (voleva fare un corso di inglese).

Io ovviamente ho detto di si’ a tutti e due, quindi si va nella east coast. C’e’ anche un retroscena che mi vede li’ li’ per prenotare un volo + 14 notti a Sidney per 840 euro.

Subito si pensava a Boston, ma poi abbiamo optato[1] per New York, con conseguente tour tra Boston, Philadelphia, Washington, Springfield, cascate del Niagara, e quello che c’e’ tra una citta’ e l’altra.

Immediatamente sono sorti vari problemi logistici, ma noi siamo stati abili nel schivarli fino a quando non e’ stato proprio obbligatorio affrontarli, cose tipo prenotare il volo, un hotel, la macchina, vedere se il passaporto e’ in regola, bazzeccole insomma.

Ora che bene o male e’ tutto sistemato[2], possiamo partire.

Domani mattina autobus ore 6.59, treno alle 8.11, navetta non si sa bene a che ora, il check-in apre alle 12.55, il volo parte alle 14.55 da Malpensa.

Scalo a Londra di 3 ore (grazie), partenza e arrivo in serata a New York, aeroporto di Newark, situato in culo a sinistra (ma il paesaggio ci scommetto che e’ ridente).

Da li’ in teoria taxi verso l’hotel, che a vedere le foto e’ un’elegante struttura fatiscente in midtown, attaccato a Times Square, quindi almeno la zona compensera’ i topi in camera.

Per il momento e’ tutto.

[1] dopo n giorni passati su expedia e affini a cercare un volo, provando tutte le combinazioni possibili di date, aeroporto di partenza e di destinazione, ho prenotato a caso il meno peggio che abbiamo trovato. Expedia batte bizza per sfinimento.

[2] in realta’ per culo abbiamo trovato un hotel, 5 notti, manca ancora la macchina, un minimo di pianificazione del viaggio, dove dormire i restanti 10 giorni.. si insomma, in aereo con la mitica lonely planet ci sara’ da darsi da fare. Ma anche no.