11/08
La cosa che subito notiamo e’ che il faggio si sveglia felice. E ci mancherebbe, dopo tutte le ore che ha dormito..
Colazione al Juan Valdez cafe’, broadway ave 43 st, sono lo starbucks colombiano, il caffe’ [1] e’ decente, e danno il wifi gratis, cosa che in futuro si rivelera’ utilissima.
Partiamo per il Moma (Museum of Modern Art), 5 ave 53 st, l’ingresso costa 20$, e per strada ci imbattiamo in una manifestazione di protesta contro l’invasione russa (pensiamo almeno, qui le notizie latitano e in tutta sincerita’ nemmeno cerchiamo di informarci in generale) di fronte al palazzo delle nazioni unite.
Non siamo certo esperti di arte, ma qualcosa sappiamo, e senza star li’ a fare tanto quelli che guardano tutto, ci abbiamo messo quasi 4 ore per fare il giro del museo, tempo perso a guardarsi intorno compreso. Siccome le cose esposte si sanno, o basta cercarle sul sito ufficiale del Moma, e non abbiamo certo le competenze per giudicare o descrivere alcunche’, passiamo a qualcosa di piu’ terra terra.
Alcune cose ci saltano subito all’occhio, che il bizza sintetizza con “al moma c’e’ pieno di fighe”, e nei momenti di pausa sperimenta alcune tecniche di approccio: aria interessata, agenda e matita in mano, fermo ad osservare qualcosa con sguardo ieratico tracciando segni tutto sommato a caso. Le tipe si incusiosicono e non dico vengono loro ma quasi (e’ una tecnica piu’ potente di quella di portare a spasso un cagnolino). E la zona dove funziona meglio e’ quella riservata all’architettura. Con il giusto training e’ tutto in discesa.
Altra cosa che non si puo’ non notare, e’ che quando vuoi fare una foto stai sicuro che un orientale si mette in mezzo ai coglioni e ti rovina mezz’ora di appostamento, il tempo medio impiegato per avere una visuale libera verso l’oggetto da fotografare. Succede sempre, e’ matematico.
Verso la fine del nostro giro una tipa italiana ha sentenziato che in fondo non e’ questo gran museo, probabilmente tutte le opere, i curatori ecc non sono alla sua altezza.
Pranzo veloce, andiamo all’Empire state building (non serve scrivere dov’e’ per ovvi motivi).
C’e’ una coda assurda, peggio di quella che trovi alla meglio giostra di gardaland nel giorno record di affluenza. Salire fino all’86esimo piano costa 19$, l’upgrade al 102esimo sono altri 15$, a nostro avviso buttati. La vista vale senz’altro il tempo perso, da la’ su sembra tutto molto picolo, gli stessi grattacieli intorno sembrano minuscoli.
Cena al Dallas BBQ, vicino a times square, il pepperone de noaltri. Gli italiani li’ dentro si notano subito, sono gli unici con la birra (servita in un’elegante boccia per pesci).
Nessun americano pensa che davanti a un bisteccone con contorni vari ci stia bene una birretta, no, si prendono cose tipo pigna colada o cocktail simili purche’ nauseanti da quanto sono dolci (sempre serviti dentro bicchieri giganti): se accompagni 8 etti di angus e patatine fritte con un caraffone ricoperto di frutta e ombrellini sei cool. Loro la sanno lunga.
Costo di 3 secondi e 6 birre 103$, il posto e’ discreto e si mangia anche abbastanza bene. C’e’ comunque da far notare che dopo 2 giorni di fast food qualsiasi cosa sembrerebbe buona, e apprezzabile il sound, in particolar modo quando passano i guns.
Usciti da li’ c’e’ il cinema proprio di fronte, il bizza e eicso puntano ad andare a vedere x-files ma rimandiamo. La zona vicino a times square pullula di cinema e teatri, non so se il nome broadway vi evoca qualcosa, quindi un appassionato di spettacoli, film, cabaret, musical ecc.. non puo’ farsi mancare una capatina in uno dei mille locali che sorgono in tutte le vie adiacenti a times square. Noi non siamo andati, per mancanza di tempo e di voglia piu’ che altro, ma l’esperienza e’ consigliata da qualsiasi guida, sicuramente da provare.
Prima di salire in hotel ci impacchiamo a vedere la pubblicita’ del go go curry, una specie di mac donald’s che fa impazzire i giapponesi, e ci promettiamo di provarlo prima di lasciare new york (verranno pubblicati video al proposito quanto prima).
Doccia in velocita’ e si esce. Ah no, il faggio stramazza sul letto ancora vestito, e anche stasera escono il bizza e eicso.
Vogliamo bere una birra buona, quindi si cerca un irish pub, nella 9 ave all’altezza del madison square garden. Il barista e’ simpatico, e anche le persone li’ dentro sono molto socievoli. Uscendo ci capita di vedere un tizio sfrecciare con i pattini cantando al telefono canzoni d’amore, a petto nudo e fisicato che canta in falsetto e’ un bello spettacolo.
Facciamo un giro dentro al madison square garden, e scendiamo nella metro per dargli un’occhiata, e poi torniamo in hotel, dove ci fermano un tipo e la sua ragazza per fare 2 chiacchere, vengono dalla turchia ma dicono di essere francesi, gli ricordiamo luglio 2006 e ci salutiamo per la buonanotte.
Anche domani nei nostri programmi sara’ una giornata molto turistica.






Pubblicato da bizza 

